Conclusa la 68a edizione del Trento Film Festival

La Georgia conquista il 68. Trento Film Festival con il documentario A Tunnel di Nino Orjonikidze e Vano Arsenishvili (Georgia/Germania). La Giuria internazionale – composta da Carlos Casas (Spagna), Salomé Jashi (Georgia), Gustav Hofer (Italia), Carmen Gray (Nuova Zelanda) e Matteo Della Bordella (Italia) – ha assegnato al film la prestigiosa Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento” – con la seguente motivazione: «una straordinaria vicinanza, un senso per l’atmosfera visiva e un’ottima sintonia con gli squilibri strutturali del potere sono alla base di un film che dice molto del nostro attuale periodo di tensioni geopolitiche, di identità contestate e di un mondo globalizzato del lavoro e del capitale. Drammatico ma mai esagerato, il film identifica glieventi di un piccolo villaggio come uno scontro tra passato e futuro, tra chi ha e chi non ha, in cui tutti abbiamo un ruolo».

Si aggiudica la Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e
vita di montagna – Premio del Club Alpino Italiano The Wind. A
Documentary Thriller di Michal Bielawski (Polonia). «Le persone che
vivono in montagna – si legge nella motivazione – possono essere
esposte a condizioni climatiche estreme, con effetti sul corpo e sulla
mente. Grazie a un approccio intrigante e inventivo, il regista conduce il
pubblico nella vita degli abitanti della regione di Zakopane in Polonia,
dove l’Halny, un forte vento, mette regolarmente a rischio la loro vita e il
loro benessere. Creando un’atmosfera di eterna sospensione e seguendo
i protagonisti in modo intimo, questo documentario ci ricorda il delicato
equilibrio tra la natura e l’uomo, attraverso il lucido sguardo
cinematografico dell’autore».
La Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andato a Sidik and the Panther di Reber Dosky (Paesi Bassi) «per il profondo impegno nei confronti della natura, per come connette ecologia e politica, per lo straordinario racconto di quest’esplorazione estrema, per il suo profondo senso di appartenenza e radicamento alle tradizioni e alla natura come patria di noi tutti. Questo film documenta e cattura attraverso immagini realizzate in modo straordinario il rispetto e la passione per il proprio ambiente e la propria storia».
Genziana d’argento – Miglior contributo tecnico – artistico a Sicherheit 123 di Florian Kofler e Julia Gutweniger (Italia/Austria). «Questo film cattura l’attesa – si legge nella motivazione della Giuria – una catastrofe potrebbe verificarsi in qualsiasi momento, non in un luogo qualunque, ma proprio dietro casa. Ma per ora è solo una possibilità, un rischio. I registi riescono a rappresentare la serenità anche in situazioni tutt’altro che serene. Il trattamento artistico del soggetto plasma il contenuto. L’approccio estetico della macchina da presa e del suono aggiungono un sottofondo emotivo agli eventi. Il film diventa una
contemplazione della grandezza della natura e degli sforzi dell’uomo per controllarne la minaccia».
Genziana d’argento – Miglior cortometraggio a Then Comes the Evening di Maja Novaković (Serbia/Bosnia Erzegovina), «per aver saputo infondere una vita molto semplice in una magnifica natura morta – si legge nella motivazione della giuria – una natura morta più che mai vitale, nella quale ogni goccia di luce ha un significato e modella le forme in un modo che si nota d’improvviso nell’infanzia, o in uno scorcio di rivelazione. Per il lavoro meticoloso dei registi nel creare un’opera d’arte che esalta la forma cinematografica».
Il Premio della Giuria è stato assegnato al documentario Alpinist – Confession of a Cameraman di Kim Minchul e Lim Iljin (Corea del Sud): «il film offre un punto di vista assolutamente originale, autentico e non convenzionale sull’alpinismo. Questo documentario è un vero e proprio viaggio nella vita del cameraman e alpinista Lim Iljin, con una profonda conoscenza dell’alpinismo e delle diverse ragioni che spingono gli uomini verso la montagna. È un lavoro crudo, a volte doloroso, frutto di molti anni di esperienza sulle montagne più ostili del pianeta, che descrive al meglio alcuni dei lati più scomodi dell’alpinismo. Questo film è un omaggio a ogni appassionato alpinista e cameraman».
La giuria ha inoltre assegnato la Menzione speciale a Polyfonatura di Jon Vatne (Norvegia), dedicato all’esperimento naturalistico-musicale dell’eclettico artista sonoro Eirik Havnes. «A un film che ha catturato la nostra curiosità e che presenta meravigliosamente un processo creativo e le sue interconnessioni con la natura» si legge nella motivazione della Giuria.
Nonostante le difficoltà e gli imprevisti meteorologici, anche questa edizione speciale del Trento Film Festival è stata premiata dal pubblico, con un successo al di sopra delle aspettative per le proposte in streaming.
Per Monte Analogo, dopo aver visionato già parecchi film provenienti da altri festivals iniziano adesso le selezioni per programmare la prossima edizione di Alpi Giulie Cinema che inizierà come di consueto a Trieste nel prossimo mese di febbraio per successivamente circuitare sul territorio regionale.

 

 

 

 

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