Servizio Civile Solidale con Monte Analogo

Monte Analogo continua la propria collaborazione con Arci Servizio Civile Friuli Venezia Giulia Aps e anche quest’anno ospiterà alcuni giovani volontari di Servizio Civile Solidale.

Il Servizio Civile Solidale è dedicato ai giovani residenti nella Regione Friuli Venezia Giulia aventi un’età compresa tra i 16 anni compiuti e i 18 anni non compiuti al momento della domanda di partecipazione.

Monte Analogo partecipa assieme ad ASC FVG con il progetto Dream Mountain al Bando Servizio Civile Solidale 2022 adesso attivo. La propria candidatura la si deve presentare entro le ore 14.00 di venerdì 10 giugno 2022.

L’Associazione Monte Analogo mette a disposizione tre posti per i giovani volontari con 360 ore di servizio (impegno annuo), da settembre 2022 a settembre 2023. Il riconoscimento economico previsto per i giovani partecipanti è  di 1.116,00 euro.

I volontari parteciperanno all’organizzazione della rassegna internazionale di cinema di montagna (aiuteranno nella gestione della segreteria organizzativa, mail e corrispondenza con gli autori dei film, raccolta di film e script ed eventualmente traduzione e sottotitolazione in lingua italiana); inoltre saranno coinvolti nell’organizzazione di eventi di montagna (come la gestione di social media e siti web dedicati, promozione, allestimenti di banchetti informativi, partecipazione alle serate di proiezione a Trieste e nella regione) e di attività formative di video-making sul tema montagna (formazione, organizzazione escursioni, creazione dei video, montaggio e successiva presentazione).

A livello scolastico è possibile chiedere al proprio istituto il riconoscimento dei crediti formativi relativi allo svolgimento del Servizio Civile Solidale.

Per maggiori informazioni visitare il sito di Arci Servizio Civile FVG o chiamare allo 040 761683.

I 70 anni del FilmFestival di Trento

Il Gran Premio vola oltre Oceano e va a un regista cileno che ha girato il suo film nelle montagne dell’Idaho: la Giuria internazionale di questo 70. Trento Film Festival ha assegnato infatti al film Gaucho Americano di Nicolás Molina la prestigiosa Genziana d’oro Miglior film – Gran Premio “Città di Trento”. Ambientato nel vasto e aspro paesaggio del West americano, il film segue Joaquín e Victor, entrambi gauchos della Patagonia, assunti come allevatori di pecore per lavorare in un ranch, mostrando la complessità del vivere in una terra straniera.
La Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna – Premio Cai al film cinese
Dark Red Forest; la Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” a La panthère des neiges; le Genziane d’argento Miglior contributo tecnico-artistico a Akeji, le souffle de la montagne e Miglior cortometraggio al basco Heltzear. Premio della Giuria a Lassù di Bartolomeo Pampaloni.

ALPI GIULIE CINEMA A FIUME

Si terrà mercoledì 18 maggio 2022 alle ore 18.30 nel Salone delle Feste di Palazzo Modello a Fiume la prima serata della rassegna di cinema di montagna “Alpi Giulie Cinema”.

L’iniziativa è promossa dalla Comunità degli Italiani di Fiume e dall’Associazione Monte Analogo di Trieste che da 31 anni porta sugli schermi, triestini prima e regionali poi, il meglio delle produzioni internazionali di video, film, documentari e cortometraggi dedicati alla montagna.

Montagna nella sua accezione più alta e altra, declinata in avventura ed esplorazione, ma anche e soprattutto cultura e sociale.

L’attenzione è sempre rivolta, più che al puro gesto tecnico, all’uomo che lo compie. Introspezione e solidarietà, coscienza e conoscenza di se e la cura del prossimo, del territorio e dell’ambiente, della cultura che quel territorio, attraverso le popolazioni che lo vivono, esprime. Valori tanti più fondamentali oggi, schiacciati come siamo tra pandemia, sconvolgimenti climatici e crisi sociali.

Il programma prevede:

THE IMMAGINARY LINE– 11’ (Stati Uniti, 2019) – K. Melton
Durante il più lungo shutdown governativo della storia americana, un team dal Messico e uno dagli Stati Uniti hanno installato una highline attraverso il confine: “In un mondo che cerca costantemente di separarci, siamo qui per riunirci, per attraversare quelle linee immaginarie che ci dividono…”.

CERVINO, LA CRESTA DEL LEONE – 34’ (Italia, 2021) – H. Barmasse, A. Beltrame
Il Cervino è una delle montagne più belle al mondo, oltreché difficile da scalare, per cui è una delle ascensioni più ambite dell’arco alpino. Lo sa bene Hervé Barmasse che nella veste di guida alpina e divulgatore d’eccezione ci accompagna sulla via normale italiana, la Cresta del Leone, considerata la via regina delle Alpi.

ICE AND PALMS – 30’ (Germania, 2018) – J. Mesle, M. Kroneck, P. Becker, J. Müller
In sole cinque settimane due amici hanno viaggiato in bicicletta dalla Germania, attraverso le Alpi occidentali, fino al Mediterraneo, sciando le montagne più belle lungo la strada.

I film stanieri sono sottotitolati.

Nel corso della serata verrà presentato il programma di altre proiezioni che si terranno in altre comunità degli italiani.

Conclusa con la “Scabiosa Trenta” la 31esima edizione di Alpi Giulie Cinema

E’ giunta a conclusione la 31esima edizione della rassegna cinematografica dedicata alla montagna “Alpi Giulie Cinema”, organizzata dall’Associazione Monte Analogo, in collaborazione con Arci Servizio Civile.

Nove giornate, 20 produzioni (Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Turchia,

Regno Unito, Polonia, Svizzera, Argentina, Perù, Australia, Nuova Zelanda, Finlandia,Slovacchia), vari ospiti, 2 premi è in sintesi la straordinaria e originale offerta di emozioni proposta in questa edizione che, come sempre, si è chiusa con il Premio Alpi Giulie Cinema la “Scabiosa Trenta”, riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicata alla montagna.

Giovedì 24 marzo 2022, con una maratona cinematografica dalle ore 18.00 alle 23.00, al Barlibreria Knulp di Trieste sono state proposte dieci produzioni provenienti dalla nostra Regione e dalla Slovenia scelte dalla giuria, formata quest’anno da Luca Gubbini (istruttore arrampicata FASI), Andrea Bellavite (giornalista) e Giorgio Gregorio (alpinista regista).

Il nome del premio “La Scabiosa Trenta” richiama il fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy. Un artista scelto nell’ambito regionale interpreta questo fiore che costituisce il principale riconoscimento del concorso. Quest’anno la “Scabiosa Trenta” è stata ideata da Irina Goruppi, studentessa della minoranza slovena all’Accademia di Arti Visive ALUO di Lubiana.

Premio Scabiosa Trenta 2022 che all’unanimità la giuria ha assegnato al film “Spigoli” (regia: Federico Gallo) con la seguente motivazione: “Il film restituisce la complessità del grande alpinista, con la sua preziosa umanità, profonda come il suo amore per le montagne. Un affresco corale che traccia il percorso della sua vita di ricerca, di passaggio in passaggio, verso le cime”.

Il Premio Luigi Medeot per il miglior soggetto è invece andato a “Narava brez meja”  (regia: Rožle Bregar) perché “le magiche immagini del film sono intrecciate con grande equilibrio alle parole del testo, e assieme raccontano l’armonia e la perfezione della natura. La scrittura ci conduce dall’acqua come elemento da cui nasce la vita, in un viaggio dentro la bellezza delle Alpi Giulie, in un racconto che a tratti ricorda “Dal tempo passato” di Julius Kugy, dove l’uomo è elemento in equilibrio con gli altri esseri viventi e il suo “Le Alpi Giulie in immagini”, con una trasposizione allo strumento filmico della comunicazione contemporanea”.

Menzione speciale per “Val Tramontina – La terra dell’acqua” (regia: Fabrizio Zanfagnini) con la seguente motivazione: “In un intreccio avvincente tra natura e cultura, il film sottolinea il legame tra la bellezza delle montagne, la limpidezza delle acque, i minerali, le piante e gli animali della Val Tramontina. L’ambiente maestoso è descritto come una delicata cornice all’interno della quale si rappresenta il quotidiano mistero dell’Essere. In esso si inserisce, con rispetto e fatica, l’Uomo, comunicando con sobria semplicità un desiderio di vivere intriso di concretezza, ma anche di autentica spiritualità e poesia”.

 

Durante la serata si è colta l’occasione per premiare con la Scabiosa Trenta 2020, rimandata causa Covid, Fabrizio Zanfagnini, regista di Le strade che portano a Curiedi”  perché “il documentario mette a fuoco la specificità di un fazzoletto di terra alta dove pochissimi montanari formano una sparuta comunità che vive ancora a stretto contatto con la terra e gli animali. Di grande impatto visivo e con immagini curate sia nella fotografia, sia nel montaggio, il film racconta senza retorica una preziosa sopravvivenza di cultura alpina nel cuore della Carnia”. La Scabiosa Trenta 2020 è stata ideata dall’artista friulana Marina Giotti.

Alpi Giulie Cinema 2022 si trasferisce adesso in altre località della regione: Spilimbergo, Paluzza, Montereale Valcellina, Pinzano al Tagliamento, Muzzana del Turgnao, Muggia e in alcune comunità degli italiani in Slovenia e Croazia.

Alpi Giulie Cinema 2022 si è avvalsa della collaborazione di CAI – Società Alpina delle Giulie, Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, CAI XXX Ottobre, SPDT, Corsari delle Giulie,  e del patrocinio  della  Regione Friuli Venezia Giulia e  del Comune di Trieste.

Ultimo appuntamento di Alpi Giulie Cinema 2022 con la “Scabiosa Trenta”

Giunge a conclusione giovedì 24 marzo 2022 la 31esima edizione della rassegna cinematografica dedicata alla montagna “Alpi Giulie Cinema”, organizzata dall’Associazione Culturale Monte Analogo, in collaborazione con Arci Servizio Civile.

Otto giornate, 39 produzioni (Italia, Slovacchia, USA, Canada, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Argentina, Polonia, Perù, Australia, Nuova Zelanda, Turchia, Svizzera, Bosnia Erzegovina, Iran, Cina, Slovenia, Finlandia), vari ospiti, 2 premi è in sintesi la straordinaria e originale offerta di emozioni proposta in questa edizione che, come sempre, si chiuderà con il Premio Alpi Giulie Cinema la “Scabiosa Trenta”, riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna.

Dalle ore 18.00 alle 23.00 al BarLibreria Knulp, in via Madonna del Mare 7/a a Trieste, verranno proposte dieci produzioni  provenienti dalla nostra regione e dalla Slovenia scelte dalla giuria, formata quest’anno da Luca Gubbini (istruttore arrampicata FASI), Andrea Bellavite (giornalista) e Giorgio Gregorio (alpinista regista). Saranno presenti i registi.

Il nome del premio la “Scabiosa Trenta” richiama il fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy. Un artista scelto nell’ambito regionale interpreta questo fiore che costituisce il principale riconoscimento del concorso.

Quest’anno la “Scabiosa Trenta” è stata ideata da Irina Goruppi, studentessa della minoranza slovena all’Accademia di Arti Visive ALUO di Lubiana.

 

 

Programma

 

ore 18.00

ODMAKNJEN SVET – THE DISTANT WORLD  (Slovenia – 25’) regia: Lenart Megusar

Quattro amici verso il Triglav con l’obiettivo di sciare 4 giorni nella natura incontaminata

COVID – 19 (Friuli Venezia Giulia – 4’) regia: Franco Longo

Vie ferrate al tempo del Covid-19 dove la schizofrenia del protagonista rappresenta la tragedia dell’ incomprensione creando un soggetto ricco e spiazzante

I CASTELLIERI – FORTEZZE ADRIATICHE (Friuli Venezia Giulia – 24’) regia: Marco Calabrese

Le scoperte più recenti sulla guerra che portarono alla conquista romana dell’Istria

L’ALBERO DI DIMA (Friuli Venezia Giulia – 28’) regia: Matteo Vancheri, Alessandro Vilevich

Tree climber della Giant Tree Foundation partono dal Friuli in direzione Transcarpazia (Ucraina) per individuare, scalare e misurare una duglasia segnalata come uno degli alberi più alti d’Europa, forse il più alto d’Ucraina

V TREH STENAH – STEBER (Slovenia – 24’) regia: Boštjan Virc

La scalata impegnativa di tre alpinisti sulla parete nord del Triglav commentati da una guida alpina e uno storico

ALPINE CONVENTION (Slovenia – 3’)

Percorrendo la via per una vita sostenibile

LE STRADE CHE PORTANO A CURIEDI (Friuli Venezia Giulia – 24’) regia: Fabrizio Zanfagnini

Immagini di un territorio defilato tra Lauco e Tolmezzo adagiato in una natura generosa,  che viene raccontata dai contadini della zona

 

ore 20.30

PREMIAZIONI

 

ore 21.00

VAL TRAMONTINA – LA TERRA DELL’ACQUA (Friuli Venezia Giulia – 26’) regia: Fabrizio Zanfagnini

Le Prealpi Pordenonesi dominano la pianura friulana e alcuni borghi di rara bellezza. Da Meduno la Val Tramontina esalta le sue caratteristiche storiche in uno scrigno naturalistico meraviglioso e appartato

 

NARAVA BREZ MEJA (Slovenia- 15’) regia: Rožle Bregar

Breve documentario sui parchi nazionali del Triglav e delle Prealpi Giulie. L’unica costante della natura è il cambiamento, visibile nei fiumi, nelle foreste, nelle valli. Chiunque si allontani dalla natura, si allontana anche da sé stesso.

SPIGOLI (Friuli Venezia Giulia – 48’) regia: Federico Gallo

Le testimonianze di chi condivise le numerose spedizioni di Sergio De Infanti (1944-2018), i libri che scrisse e i segni del grande impulso che dette allo sviluppo della sua terra

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La rassegna a Trieste si è tenuta in collaborazione con Arci Servizio Civile, Commissione Grotte E.Boegan CAI-Società Alpina delle Giulie, Cooperativa Bonawentura, Bar Libreria Knulp e sotto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.

“Alpi Giulie Cinema” proseguirà adesso in varie località della Regione Friuli Venezia Giulia e in alcune Comunità degli Italiani in Slovenia e Croazia.

HELLS BELLS SPELEO AWARD 2022

Martedì 15 febbraio, a partire dalle ore 18, il Teatro Miela (piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste) nell’ambito della rassegna internazionale di cinema di montagna Alpi Giulie Cinema a cura dell’associazione Monte Analogo, ospiterà la decima edizione dell’Hells Bells Speleo Award.

Avvalendosi della collaborazione della Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano, a partire dal 2012 è stato istituito questo premio riservato al mondo ipogeo. Si tratta di un concorso dedicato specificamente a documentari, reportage e fiction di speleologia, girati quindi nel complesso e ancora poco conosciuto mondo del sottosuolo.

Anche quest’anno sarà possibile fruire di un’ampia carrellata di produzioni riguardanti i più interessanti e coloriti aspetti della speleologia esplorativa e di ricerca.
La giuria di Hells Bells Speleo Award 2022 è formata da Igor Ardetti, Miha Staut e Fulvio Mazzoli.
La premiazione è prevista alle ore 20.30

FILM IN PROGRAMMA

Monte Freikofel – Frontiera della Grande Guerra (2021, Italia)
regia di Claudia Crema, durata 31′
produzione Gruppo Speleologico Prealpino

La valorizzare del patrimonio storico-bellico della I Guerra Mondiale sul fronte carnico del Freikofel: dalla cartografia al ripristino delle infrastrutture esterne e sotterranee emergono con gran forza alcune delle storie delle anime che ebbero a confrontarsi con il conflitto mondiale.

Le forme del tempo (2020, Italia)
regia di Giorgio Tomasi, durata 30′
produzione Gruppo Speleologico Val Seriana Talpe

In Lombardia, nel Parco delle Orobie bergamasche, c’è una grotta che potrebbe rappresentare la “chiave di volta” nella comprensione del contesto idrogeologico carsico della Val Canale.



Das Riesending (2021, Germania)
regia di Freddie Röckenhaus, durata 90′
produzione colourFIELD



Nell’abisso più profondo e lungo della Germania, sulle Alpi bavaresi, là dove osano le aquile, viene raccontato, con sapiente fotografia, il lungo viaggio sotterraneo per raggiungere il fondo della cavità, attraverso i 9 bivacchi interni….



Aouk, la voce dell’eclisse (2021, Italia)
regia di Tommaso Biondi, durata 60′
produzione Acheloos Geo Exploring

Il “Fiume degli dei” in Nuova Guinea non rappresenta solo un’orizzonte esplorativo, bensì un vero viaggio nelle credenze religiose delle civiltà locali: paesaggi insondabili con lo sguardo, dall’imponenza severa e magnificente contornati da un natura selvaggia.




Timavo System Exploration (2022, Francia – Italia)
regia di Benjamin Guignet, durata 70′
produzione FFESSM-CNPS & SAS

Il Timavo scorre da sempre sotto i nostri piedi e tra le pagine della storia di Trieste, ma quante volte ci siamo chiesti “dove esattamente? e come?” Attraverso complesse immersioni gli speleosub cercano d’aggiungere, pezzo dopo pezzo, un tassello all’intricatissimo mosaico che da sempre strega la loro e la nostra fantasia.

foto: Domagoj Korais

COMUNICATO STAMPA

ALPI GIULIE CINEMA 2022 – Bar Libreria Knulp

Da giovedì 17 febbraio 2022 la rassegna di cinema di montagna “Alpi Giulie Cinema” si trasferisce al Bar Libreria Knulp. Vista la capienza ridotta, per accedere alle iniziative è obbligatoria la prenotazione esibendo il green pass rafforzato e indossare una mascherina ffp2.

– giovedì 17 febbraio ore 18.00 (30 persone)

– giovedì 24 febbraio ore 18.00 (30 persone)

– giovedì 24 febbraio ore 20.30 (30 persone)

– giovedì 3 marzo ore 18.00 (30 persone)

– giovedì 3 marzo ore 20.30 (30 persone)

– giovedì 10 marzo ore 18.00 (30 persone)

– giovedì 10 marzo ore 20.30 (30 persone)

– giovedì 17 marzo ore 18.00 (30 persone)

– giovedì 17 marzo ore 20.30 (30 persone)

– giovedì 24 marzo ore 18.00 (40 persone)

 

DOVE PRENOTARE:

– whatsapp: +39 329 158 9400

– mail: knulp@knulp.it

ALPI GIULIE CINEMA 2022 – Il programma di Trieste

Locandina

Trentuno anni di cinema di montagna

Per il trentunesimo anno l’Associazione culturale Monte Analogo porta sugli schermi, triestini prima e regionali poi, il meglio delle produzioni internazionali di video, film, documentari e cortometraggi dedicati alla montagna. Montagna nella sua accezione più alta e altra, declinata in avventura  ed esplorazione, ma anche e soprattutto cultura e sociale.

I film proposti in visione sono, come da lunga consuetudine, divisi in due sezioni che, pur avendo un approccio diverso al variegato mondo della montagna, mantengono altissimo il loro valore qualitativo.

L’attenzione è sempre rivolta, più che al puro gesto tecnico, all’uomo che lo compie. Introspezione e solidarietà, coscienza e conoscenza di se e la cura del prossimo, del territorio e dell’ambiente, della cultura che quel territorio, attraverso le popolazioni che lo vivono, esprime. Valori tanti più fondamentali oggi, schiacciati come siamo tra pandemia, sconvolgimenti climatici e crisi sociali.

La finestra, che abbiamo l’ambizione di aprire, è un occhio sul mondo della montagna, dell’avventura, dell’esplorazione nel senso più ampio e completo dei termini. Dove l’avventura e l’esplorazione sono principalmente all’interno dell’uomo e della società in cui cerchiamo di vivere.

Per la trentunesima volta ci proviamo. All’affezionato pubblico il giudizio se, ancora una volta, ci siamo riusciti.

Buona visione.

IL PROGRAMMA DI TRIESTE

TEATRO MIELA

Martedì 1 febbraio

ore 18.00

WANDERING IN THE WHITE – 28’ (Finlandia, 2019) – Otto Heikola

Due forti ex-campioni di orienteering di decenni addietro si recano in Lapponia per una spedizione sciistica di quattro giorni. Ma quando la coppia viene colpita da una tempesta di neve in mezzo al nulla, è costretta a fare scelte difficili, in condizioni molto rischiose. Il percorso, un tempo familiare, si rivela un’impresa impossibile: qual è la direzione giusta, e come ritrovare casa quando non si riesce a distinguere la terra dal cielo?

EVEREST – THE HARDWAY – 52’ (Slovacchia, 2020) – Pavol Bàrabas

E’ possibile scalare la via più difficile dell’Everest in stile alpino? Chris Bonigton, il famoso scalatore inglese, ha chiamato questa via “The hard way” e ha dichiarato che è impossibile. Quattro scalatori slovacchi accettano la sfida e nel 1988 affrontano la via più diffcile della loro vita, senza via d’uscita.

ore 20.30

CHOLITAS – 80’ (Spagna, 2019) – Jaime Murciego, Pablo Iraburu

Premio del pubblico al miglior film d’alpinismo – Trento Film Festival 2020

Cinque donne indigene boliviane affrontano una spedizione unica nel suo genere: come gesto di liberazione e di emancipazione, decidono di scalare l’Aconcagua, la montagna più alta d’America. L’immagine è sorprendente: scalano indossando le loro gonne tradizionali. Sono più che alpiniste, sono donne coraggiose che trovano nella montagna uno spazio per sentirsi libere, felici e vive. La loro avventura mostrerà al mondo un modo entusiasmante di essere donna, di vivere la tradizione e rapportarsi con Madre Natura.

Martedì 8 febbraio

ore 18.00

VENIA – 18’ (Italia, 2021) – Emanuele Confortin

L’alpeggio rappresenta da secoli l’essenza delle professioni di montagna. Il lavoro con gli animali al pascolo e la gestione di una malga sono attività complesse, a lungo tramandate di generazione in generazione. Ancora oggi, nel Ventunesimo secolo, ci sono ragazze e ragazzi che scelgono di cogliere il testimone e dedicarsi alla vita di malga. Accade per i “figli d’arte”, giovani nati e cresciuti tra le montagne, per i quali le scelte professionali seguono un percorso in parte già segnato. Altri arrivano all’alpeggio per presa di posizione, spinti dalla passione per la natura e gli animali. Nell’uno e nell’altro caso, per diventare malgaro di professione servono senso del sacrificio e una spiccata professionalità, maturata con la pratica e, mai come oggi, attraverso un percorso di studi dedicato.

DIGA – 38’ (Italia, 2021) – Emanuele Confortin

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO e SAT (Società Alpinisti Tridentini); Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina  –  Trento Film Festival 2020

Ad autunno lasciano le Alpi per cercare l’erba in pianura, tornando solo a primavera. La pastorizia transumante è oggi nelle mani di ragazze e ragazzi consapevoli di aver colto il testimone di saperi antichi, legati alla tradizione ma proiettati in un contesto globale. Tra questi ci sono i Baldessari della Val di Fiemme detti Diga, pastori transumanti da quattro generazioni. Per loro le regole del gioco sono cambiate. Conseguenza dell’iper-urbanizzazione, del ritorno dei grandi predatori, del Covid-19 e di un mercato poco prevedibile, passato dalle macellerie di paese ai bastimenti diretti in Libia. È questa la testimonianza dei Diga, a partire da Renato Baldessari, padre orgoglioso di Chiara e Angelica, e zio di Sergio, ventenni o poco più appassionati di un mestiere complesso, cruciale per la sopravvivenza dei saperi di montagna, la cui continuità impone nuove sfide, una tra tutte ritrovare l’equilibrio tra uomo e ambiente naturale.

ore 20.30

KINNAUR HIMALAYA – 76’  (Italia, 2020) – Emanuele Confortin

Premio Mountain Wilderness – Torelló Mountain Film Festival 2020 (Spagna)

Il Kinnaur è un distretto tribale dell’Himalaya indiano situato tra il Tibet e la piana gangetica. Un luogo di spiriti, di esorcismi e di grandi cime dove sopravvive il culto dei grokch, gli oracoli di villaggio. Dopo secoli di isolamento, negli ultimi decenni il Kinnaur ha dovuto fronteggiare le sfide di una modernità incalzante. La monocoltura delle mele è la più evidente. In trent’anni la melocrazia ha imposto nuove logiche economiche, stravolto gli equilibri sociali e sostituito antiche attività agro-pastorali. Le mele hanno portato una ricchezza prima impensabile, trasformando il Kinnaur da terra di diaspora a destinazione per migliaia di migranti, in arrivo dall’India rurale e dal Nepal. La parabola della melocrazia potrebbe però avere vita breve. Colpa della crisi idrica e del riscaldamento globale, evidenti a tal punto da rendere il Kinnaur un modello utile per comprendere gli effetti del cambiamento climatico in Himalaya.

Martedì 15 febbraio

dalle ore 18.00 alle ore 23.00 – premiazione ore 20.30

HELLS BELLS SPELEO AWARD

Il programma di sala sarà pubblicato sul sito www.monteanalogo.net

Il concorso, dedicato specificamente a documentari, reportage e fiction di speleologia, in collaborazione con la Commissione Grotte Eugenio Boegan gruppo della Società Alpina delle Giulie, Sezione CAI Trieste, è giunto alla decima edizione. Anche quest’anno sarà possibile fruire di un’ampia carrellata di video riguardanti i più interessanti e coloriti aspetti della speleologia esplorativa e di ricerca. La giuria di Hells Bells Speleo Award 2022 è formata da Igor Ardetti, Miha Staut e Fulvio Mazzoli.

 

BAR LIBRERIA KNULP

Giovedì 17 febbraio

ore 18.00

Presentazione del libro MAGICO VELEBIT di Chiara Schiavato Veranić (in collaborazione con WWF)

Per l’autrice i monti del Velebit (Croazia) sono stati i “monti dietro casa”, esplorati, attraversati e assaporati piano piano nel corso di cinquant’anni. Percorrendo il lungo sentiero che li attraversa, ne illustra alcune caratteristiche e preziosità. I Velebit, caratterizzati da spettacolari panorami verso il mare e le isole del Quarnero, sono boscosi, punteggiati da praterie, pascoli, ambienti rupestri, doline, “polje” e profonde cavità ipogee. Territori carsici aspri e severi che ospitano una elevata biodiversità floristica e faunistica.

Chiara Schiavato Veranić e nata a Fiume (Rijeka) in Croazia nel 1955. Si è laureata con una tesi in Paleontologia alla Facolta di Scienze naturali dell’Università degli Studi di Trieste. Ha curato delle rubriche su La Voce del popolo, il quotidiano italiano dell’Istria e del Quarnero, raccontando con passione e competenza la ricca biodiversità croata. Chiara ci ha lasciato alla fine del 2020.

A completamento della presentazione di Magico Velebit, verrà proiettato l’audiovisivo “Velebit, tra le isole e il cielo” di Roberto Valenti, un’esperienza di trekking del 2001, sulla grande traversata del Velebitski Planinarski Put, il celebre Sentiero alpino del Velebit.

 Giovedì 24 febbraio

ore 18.00

THE IMMAGINARY LINE – 11’ (Stati Uniti, 2019) – Kylor Melton

Durante il più lungo shutdown governativo della storia americana, un team dal Messico e uno dagli Stati Uniti hanno installato una highline attraverso il confine: “In un mondo che cerca costantemente di separarci, siamo qui per riunirci, per attraversare quelle linee immaginarie che ci dividono…”

ON FALLING – 13’ (Canada, 2020) – Josephine Anderson

Tre giovani donne riflettono sulle loro esperienze di mountain-bikers professioniste, offrendo una riflessione sui limiti del corpo e della mente. Con Miranda Miller (campionessa del mondo UCI di downhill), Andréane Lanthier Nadeau (medagliata Enduro World Series) e Brittany Phelan (pro-rider e medagliata olimpica invernale).

CERVINO, LA CRESTA DEL LEONE – 34’ (Italia, 2021) – Hervè Barmasse, Alessandro Beltrame

Il Cervino è una delle montagne più belle al mondo, oltreché difficile da scalare, per cui è una delle ascensioni più ambite dell’arco alpino. Lo sa bene Hervé Barmasse che nella veste di guida alpina e divulgatore d’eccezione ci accompagna sulla via normale italiana, la Cresta del Leone, considerata la via regina delle Alpi.

ALLEIN – 10’ (Germania, 2018) – Franz Walter

Franz Walter per festeggiare i suoi 50 anni, l’alpinista e la guida alpina Robert Jasper partono per una spedizione solitaria in Groenlandia. Lascia il piccolo villaggio di Kulusuk con il suo kayak, e dopo dodici giorni passati pagaiando e trasportando materiali raggiunge il suo campo base ai piedi del Molar Spire. Con calma, concentrato e in solitudine inizia la salita di questa parete rocciosa di 500 metri.

SHARED VISION – 22’ (Regno Unito, 2019) – Keith Partridge Red Széll

Keith Partridge Red Széll ha sempre avuto un’indole avventurosa. Dopo la conquista gli iconici Old Man of Hoy e Old Man of Stoer, rimane solo l’Am Buachaille per completare la trilogia dei pinnacoli marittimi scozzesi. Raggiungere la partenza della scalata richiede una sorta di triathlon: mountain bike, arrampicata lungo falesie e una nuotata in piena mareggiata. Poi ha solo quattro ore per arrivare in cima e scendere, prima che l’oceano si scateni. Red è cieco, la sua storia è un viaggio che va oltre il visibile.

ore 20.30

SELMA – AN ADVENTURE FROM THE EDGE OF THE WORLD – 93’ (Argentina, Polonia, 2020) – Maciej Jablonski

Selma racconta l’incredibile storia dell’equipaggio della barca a vela polacca “Selma Expeditions” e il loro viaggio nelle acque più difficili del mondo. Undici membri dell’equipaggio affrontano l’eroica sfida di raggiungere la Baia delle Balene in Antartide, trascorrendo quasi quattro mesi a bordo di un piccolo yacht per raggiungere il punto più meridionale.

Giovedì 3 marzo

ore 18.00

GODSPEED, LOS POLACOS – 88’(Perù, Polonia, USA, 2020) – Adam Nawrot

Nella città di Cracovia, durante la guerra fredda, un gruppo di studenti universitari formò un club di kayak per spezzare la monotonia della vita sotto il dominio comunista e per esplorare i loro fiumi locali. Finché non puntarono all’impossibile: una spedizione di kayak nelle Americhe. Muniti di un camion militare a sei ruote, attrezzatura fatta in casa, e poca o nessuna abilità.

ore 20.30

OCEAN TO SKY – 106’ (Australia, Nuova Zelanda, 2019) – Michael Dillon

Poco dopo la tragica morte della moglie e della figlia minore, Sir Edmund Hillary, profondamente depresso, intraprende una terapeutica avventura: un’epica spedizione lungo il corso del sacro fiume Gange. Proprio quando l’India comincia a dare i suoi magici benefici, Hillary si trova in pericolo di vita. Versione totalmente nuova di From the Ocean to the Sky, Genziana d’Oro nel 1980, il film è un ritratto intimo di Hillary, e comprende un inedito commovente resoconto  del suo salvataggio dalla morte.

Giovedì 10 marzo

ore 18.00

QUERSCHNITT – 16’ (Italia, 2019) – Elisa Nicoli

Maria Walcher, artista sudtirolese, parte nella primavera 2018 con il suo furgoncino VW e viaggia per i luoghi più remoti dell’Alto Adige. Nelle piazze dei paesi allestisce una sartoria mobile, alla quale tutti sono invitati a partecipare, in uno scambio interculturale tra sarti, tessitori locali, artisti provenienti da varie zone del mondo e semplici passanti.

SENZA VOCE, LA STORIA DI STREGONI – 48’ (Italia, 2021) – Joe Barba

Due anni e mezzo con Stregoni, il progetto musicale di Johnny Mox e Above the Tree, per comprendere ciò che accade all’interno e all’esterno dei confini di un continente che sta vivendo la peggior crisi politica dalla creazione dell’ Unione Europea. Un vero esperimento musicale nei centri di accoglienza e nei club di tutta Europa, che cerca di raccontare cosa succede nelle nostre città. Una “colonna sonora” che raccoglie le voci e i suoni delle persone che lottano lungo i confini del Vecchio Continente.

TIME TO LEAVE – 51’ (Turchia, 2019) – Orhan Tekeoglu

Dopo aver lavorato per molti anni in Germania, l’ottantenne Hasan torna in Turchia e si trasferisce nella sua vecchia casa di legno in montagna, tra le sue mucche e i suoi vitelli. Il figlio di Hasan, Erdoğan, rimasto in Germania, è affetto da una grave malattia e il suo ultimo desiderio è quello di passare qualche notte nella baita del padre, addormentandosi al suono del vento. Hasan, che in passato ha trascurato il figlio, si mette al lavoro per preparargli una stanza e renderlo possibile. È una gara contro il tempo, dopo aver terminato i preparativi, non gli resta che aspettare il suo arrivo.

ore 20.30

PIERA – 8’ (Francia, 2019) – Christophe Galleron

Piera, una montanara italiana, è una specialista dei ghiacciai. Vagando per la massa di ghiaccio in via di sparizione evocherà il fantasma di suo nonno, Angelo, misteriosamente scomparso in alta montagna.

FISSURE – 26’ (Svizzera, 2018) – Christophe Margot

La storia dello svizzero Didier Berthod, uno dei migliori arrampicatori su roccia al mondo, che ha deciso di farsi prete. Nel 2003 Fred Moix ha assicurato Berthod durante la prima salita del Greenspit, scattando alcune foto, pubblicate poi in tutto il mondo. Un grande passo per entrambi. Nel 2006 Didier ha tentato la scalata del Cobra Crack in Canada, ma un infortunio al ginocchio ha fermato la sua ambizione. Ha interpretato questo incidente come “la risposta di Dio alle sue preghiere”, e preso i voti.

IL CERCATORE D’INFINITO – 47’ (Italia, Regno Unito, 2020) – Andrea Azzetti, Federico Massa

“Dio non mi chiederà quante montagne ho conquistato ma cosa ho fatto per gli altri”: questo il messaggio di Armando Aste, grande rocciatore, scomparso nel 2017. Il documentario mostra gli autori nei luoghi che hanno formato l’uomo e l’alpinista, andando all’origine della sua fede. Il viaggio termina in Africa: all’inaugurazione di un ospedale realizzato con una donazione di Aste. La riflessione sui valori che ispirano la montagna si apre a una riflessione sull’uomo e i suoi limiti.

Giovedì 17 marzo

ore 18.00

TALKING SOIL – 28’ (Bosnia Erzegovina, Svizzera, 2018) – Jan Baumgartner

Dalla fine della guerra in Jugoslavia si incontrano una volta all’anno, da qualche parte in Bosnia ed Erzegovina. Il terreno che calpestano è pieno di pericoli, Una minaccia che, anche dopo vent’anni, può ancora uccidere e ferire le persone. Il loro ruolo di sminatori non è stato riconosciuto dallo Stato, e così quel sentimento di costante incertezza è diventato per loro la norma. Non però la sensazione di essere lavoratori senza una professione.

HOLY BREAD – 54’ (Iran, 2020) – Rahim Zabihi

Genziana d’oro Miglior film d’alpinismo, popolazioni e vita di montagna; Premio Forum per la Pace e i Diritti Uman (Trento Film Festival 2020)

Il documentario narra dei “Kulbar” curdi, lavoratori che cercano di mantenere le famiglie trasportando a piedi le merci lungo il confine iraniano. Molti muoiono nel tentativo, sorpresi da bufere di neve o colpiti dalle armi della polizia di frontiera. La troupe ha seguito questi “Kulbar” per nove anni e ci mostra come loro sopravvivano ai margini della società, circondati da povertà, fame e disperazione.

ore 20.30

TREELINE – 45’ (Canada, 2018) – Jordan Manley

Con pazienza e in silenzio, gli alberi resistono. Sono gli esseri viventi più antichi che conosciamo da quando siamo sulla terra. Forniscono il nostro rifugio, il nostro carburante, sono il nostro complemento e, per alcuni, una divinità. Sono ponti viventi con il vasto passato del nostro pianeta, le loro storie segrete sono state inscritte nei loro anelli nel corso dei secoli e persino dei millenni. Treeline ci porta nei cipressi del Giappone, negli imponenti cedri rossi della British Columbia, in Canada, e negli antichi pini Bristlecone del Nevada, seguendo un gruppo di sciatori, snowboarder, scienziati e guaritori che si muovono al di qua e al di là di questi giganti ed esplorano una convivenza più antica di quella del genere umano.

PUSHED UP THE MOUNTAIN – 76’ (Cina, USA, 2020) – Julia Hallet

E’ un film poetico ed intimo sulle piante e le persone che se ne prendono cura. Attraverso la storia delle migrazioni del rododendro, oggi a rischio di estinzione nella sua nativa Cina, il film rivela quanta alta sia la posta in gioco per tutti gli organismi viventi, in questo periodo di distruzione senza precedenti del mondo naturale. Partendo dal giardino del padrino di Julia Haslett nelle Highlands scozzesi, il film viaggia tra i conservazionisti in Scozia e in Cina che dedicano la loro vita alla sopravvivenza del rododendro. Le pazienti riprese del loro lavoro si combinano ad antiche vedute paesaggistiche e con l’ispirata narrazione della regista, per creare un film che invita a riflettere sugli sforzi necessari a proteggere la natura dell’umanità, e per l’umanità.

Giovedì 24 marzo

dalle ore 18.00 alle ore 23.00  – premiazione ore 20.30

XXVII PREMIO ALPI GIULIE CINEMA “La Scabiosa Trenta”

Il programma di sala sarà pubblicato sul sito www.monteanalogo.net

Il Premio, riservato alle produzioni cinematografiche di autori originarie delle regioni alpine di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna (sport, cultura e ambiente), verrà consegnato quando saranno proiettate le produzioni premiate dalla giuria, quest’anno formata da Luca Gubbini (istruttore arrampicata FASI), Andrea Bellavite (giornalista) e Giorgio Gregorio (alpinista regista).

Il nome del premio richiama il fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy.

Un artista scelto nell’ambito regionale interpreta ogni edizione questo fiore che costituisce il principale riconoscimento del concorso. Quest’anno “La Scabiosa Trenta” in occasione della XXVII edizione è stata ideata da Irina Goruppi, studentessa della minoranza slovena in italia all’Accademia di Arti Visive ALUO di Lubiana.

Il programma potrebbe subire variazioni e integrazioni.